Il Buy Now Pay Later, spesso abbreviato in BNPL, sembra una soluzione semplice: compri subito e paghi in 3 o 4 rate, di solito senza interessi. Proprio per questo viene percepito come un modo comodo per gestire piccole spese. Nella Nota di stabilità finanziaria e vigilanza n. 50, pubblicata a marzo 2026, la Banca d’Italia spiega però che dietro questa comodità ci sono anche rischi concreti, soprattutto per chi ha già un bilancio familiare fragile o altri debiti da rimborsare.
Indice
Che cos’è il Buy Now Pay Later
Il Buy Now Pay Later è una forma di pagamento a rate molto breve. In pratica, il consumatore compra un prodotto o un servizio subito e poi lo paga in poche rate, in genere 3 o 4, spesso senza interessi e senza costi visibili all’inizio. Per questo molte persone non lo percepiscono come un vero prestito. La Banca d’Italia però chiarisce che, nella sostanza, si tratta di una forma di finanziamento.
Di solito nell’operazione entrano in gioco tre soggetti: il cliente, il venditore e un intermediario finanziario. Quest’ultimo anticipa il denaro al negozio o al sito e poi incassa le rate dal consumatore. Questo dettaglio è importante perché aiuta a capire un punto centrale della notizia: il BNPL non è solo un pulsante in più al checkout, ma una forma di credito che crea un impegno di pagamento.
Perché sta crescendo così tanto
Il successo del BNPL si spiega facilmente. Per chi compra, il vantaggio è evidente: la spesa sembra più leggera perché viene divisa nel tempo. Inoltre, la procedura è veloce, digitale e spesso richiede controlli molto semplificati. Questo rende l’acquisto più immediato e abbassa la percezione del costo reale.
La crescita è stata forte anche nei numeri. La nota richiama stime secondo cui il mercato globale del BNPL ha raggiunto 342 miliardi di dollari nel 2024.
In Italia, l’uso nelle famiglie è cresciuto molto: secondo le indagini della Banca d’Italia, si è passati dal 4% dei nuclei familiari nel 2022 a quasi il 30% all’inizio del 2025, anche se circa due terzi degli utilizzatori lo usa solo occasionalmente.
La conclusione pratica è semplice: il BNPL piace perché fa sembrare più facile spendere.
Perché può sembrare innocuo ma non lo è sempre
Il punto più importante, per chi è alle prime armi, è questo: una rata piccola non sembra un problema. Il problema nasce quando le rate diventano tante e si sommano tra loro. Un acquisto da 50 o 80 euro può sembrare innocuo. Ma se nello stesso mese si accumulano più acquisti con BNPL, il totale può diventare difficile da gestire.
Inoltre, il fatto che spesso non ci siano interessi fa pensare a molti consumatori che non ci siano veri rischi. In realtà il rischio non è solo nel costo, ma nell’abitudine. Se una persona comincia a usare il BNPL non per comodità occasionale, ma perché non riesce a sostenere una spesa immediata, il problema cambia natura: non si sta più solo rateizzando un acquisto, si sta cercando ossigeno per il bilancio mensile.
Dal punto di vista del consumatore, questo significa che il BNPL è meno neutro di quanto sembri.
Chi usa di più il BNPL in Italia
La Banca d’Italia osserva che il BNPL è più diffuso tra le famiglie giovani, in particolare con capofamiglia fino a 44 anni. Ma il dato più interessante non è solo anagrafico.
Il vero segnale di attenzione è che, rispetto al 2022, il ricorso a questo strumento si è allargato sempre di più anche a famiglie con redditi più bassi, scarse risorse patrimoniali e difficoltà ad arrivare a fine mese.
La nota aggiunge che l’uso del BNPL è molto più frequente tra chi ha già debiti per scopi di consumo. Quasi la metà delle famiglie con questo tipo di debito ha usato il BNPL. La quota sale ancora tra chi usa carte di credito rateali, dove si arriva al 70%. Il ricorso è particolarmente elevato anche tra chi ha più debiti contemporaneamente o è già in ritardo con altri rimborsi.
Tradotto in modo molto semplice: il BNPL non si sta diffondendo solo tra chi vuole pagare con più comodità, ma anche tra chi è già sotto pressione dal punto di vista finanziario.
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Quali sono i rischi principali
Il primo rischio è il sovraindebitamento, cioè l’accumulo di troppi impegni di pagamento. Il BNPL può rendere questo fenomeno più facile perché ogni singola rata appare piccola e sostenibile, mentre l’insieme di più rate può pesare molto.
Il secondo rischio riguarda la valutazione del merito creditizio. La Banca d’Italia segnala che queste procedure sono spesso semplificate e che solo in pochi casi gli operatori tengono sufficientemente conto di eventuali debiti già contratti con altri intermediari. Questo significa che una persona può ottenere più dilazioni senza che il quadro complessivo sia davvero chiaro.
Il terzo rischio riguarda i ritardi nei pagamenti. Anche se il BNPL viene pubblicizzato come uno strumento leggero, quando le rate non vengono pagate in tempo possono entrare in gioco penali o altre conseguenze. Inoltre, dai dati raccolti su alcuni operatori emerge che nel 2023 la quota di crediti deteriorati legati al BNPL era intorno al 5%, più alta rispetto al 3,5% dell’intero credito al consumo.
In pratica, il rischio non è tanto nella singola rata, ma nell’uso poco consapevole e ripetuto.
Cosa cambierà da novembre 2026
Da novembre 2026 entrerà in applicazione la nuova direttiva europea sul credito ai consumatori, chiamata CCD2. La novità importante è che gran parte delle operazioni di Buy Now Pay Later rientrerà in questo quadro normativo, mentre prima molte di queste operazioni restavano fuori dalle regole più complete del credito al consumo.
Questo comporterà più obblighi per chi offre BNPL. Ci saranno regole più stringenti sull’informativa precontrattuale e contrattuale, una valutazione più accurata del merito creditizio, il diritto di recesso e altri strumenti di tutela già tipici del credito al consumo. Secondo la Banca d’Italia, queste misure dovrebbero ridurre il rischio di sovraindebitamento e di difficoltà di rimborso.
La parte davvero importante per un lettore principiante è questa: in futuro chi propone il BNPL dovrà trattarlo meno come una funzione comoda del checkout e più come un vero credito, con più controlli e più trasparenza.
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Cosa conviene fare prima di usarlo
Prima di scegliere il Buy Now Pay Later, conviene farsi tre domande molto semplici.
- La prima: potrei pagare questa spesa anche senza rate? Se la risposta è no, forse non è il momento giusto per quell’acquisto.
- La seconda: quante altre rate ho già attive, anche piccole? Il rischio nasce spesso dalla somma di più pagamenti distribuiti nel mese.
- La terza: cosa succede se salto una rata o pago in ritardo? Questa è una parte che molti leggono poco, ma è una delle più importanti.
In sintesi, il Buy Now Pay Later può essere utile se viene usato in modo occasionale e con pieno controllo del proprio bilancio. Ma la Banca d’Italia segnala che sta diventando sempre più comune anche tra famiglie fragili, già indebitate o in difficoltà con altri rimborsi. Per questo la notizia non va letta come un semplice aggiornamento tecnico sulle regole: è un segnale molto concreto sul fatto che un pagamento “comodo” può trasformarsi in un debito più impegnativo di quanto sembri.
