Bollo auto 2027: chi non lo paga e quando parte l’esenzione

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Auto blu accanto a un cartello 'Bollo auto 2027 esente' e al dettaglio P.2 80 kW della carta di circolazione
Nel 2027 non sarà più necessario pagare il bollo auto per i veicoli che rispettano i requisiti previsti. Immagine generata con intelligenza artificiale.

Il bollo auto non sparisce subito per tutti. Il decreto-legge 17 settembre 2026, n. 162 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed è in vigore dal 18 settembre 2026. Prevede un’esenzione per il 2027 destinata, in sintesi, a una sola auto fino a 80 kW per persona fisica oppure, in alternativa, a una moto o a un ciclomotore a benzina. Per i pagamenti in scadenza nel 2026, invece, non cambia nulla.

La distinzione è importante: nei titoli si parla di “abolizione del bollo”, ma l’articolo 2 del decreto-legge 162/2026 dispone l’esenzione per il solo 2027. L’intenzione dichiarata dal Governo è renderla permanente con la prossima Legge di Bilancio, ma questa seconda parte non è ancora legge.

Aggiornamento del 18 settembre 2026: il provvedimento è stato pubblicato. Si tratta del decreto-legge 17 settembre 2026, n. 162, in Gazzetta Ufficiale Serie generale n. 216 del 17 settembre 2026, in vigore dal 18 settembre. I requisiti qui sotto sono presi dal testo pubblicato, non più dalla bozza. Restano da definire le istruzioni applicative e la conversione in legge, entro 60 giorni.

Indice

Bollo auto 2027: cosa cambia davvero

La misura approvata introduce un’esenzione nazionale per i versamenti del bollo con scadenza ordinaria compresa tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027. Riguarderà un solo veicolo per beneficiario e non cancella eventuali bolli arretrati, sanzioni o pagamenti che scadono nel 2026.

Secondo i numeri illustrati durante la conferenza stampa successiva al Consiglio dei ministri, la platea potenziale è di circa 14,5 milioni di veicoli: oltre 13,2 milioni di auto e circa 1,1 milioni di motoveicoli. La copertura per compensare le Regioni e le Province autonome è fissata dal decreto in 2.293,5 milioni di euro per il 2027.

bollo auto 2027

L’esenzione è già operativa?

Il decreto sì, l’esenzione no: non per i pagamenti del 2026. Il decreto-legge è in vigore dal 18 settembre 2026, ma l’articolo 2 limita il beneficio ai versamenti la cui scadenza ordinaria cade tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027. Il testo dovrà essere convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni e durante l’iter alcuni dettagli possono cambiare.

Il beneficio interessa comunque soltanto le scadenze ordinarie del 2027. Se il tuo bollo scade nel 2026, va pagato secondo le regole attuali. Non conviene sospendere un versamento sulla base dell’annuncio: si rischierebbero sanzioni e interessi.

Chi non pagherà il bollo nel 2027

In base all’articolo 2, comma 2, del decreto-legge 162/2026, per le autovetture devono ricorrere queste condizioni:

  • il soggetto tenuto al pagamento deve essere una persona fisica;
  • il mezzo deve essere un’autovettura, non genericamente qualsiasi autoveicolo;
  • la potenza non deve superare 80 kW, equivalenti a circa 109 CV;
  • l’auto deve essere alimentata a benzina o gasolio, anche in combinazione con un’altra fonte di propulsione, quindi sono comprese le ibride con motore termico ammesso;
  • il veicolo deve risultare regolarmente assicurato;
  • la scadenza ordinaria del pagamento deve cadere nel 2027.

Leasing e noleggio: il testo pubblicato non li nomina. Il decreto non usa le parole “leasing” né “noleggio”: parla di persone fisiche che risultano soggetti passivi della tassa automobilistica per un veicolo regolarmente assicurato. Il riepilogo di Palazzo Chigi diffuso prima della pubblicazione citava anche chi è soggetto passivo per un veicolo in leasing o a noleggio, ma questa formulazione non compare nella norma. Finché non arrivano le istruzioni applicative, chi ha un’auto in leasing o a noleggio a lungo termine conviene che verifichi chi risulta intestatario del pagamento del bollo.

Come controllare il limite di 80 kW

Non bisogna basarsi sul nome commerciale o sulla cilindrata. La potenza omologata in kilowatt si trova sulla carta di circolazione, alla voce P.2. Il limite comprende anche il valore esatto di 80 kW: da 81 kW in poi la nuova esenzione non si applica.

Uno stesso modello può essere venduto con motorizzazioni diverse: per esempio, una versione può rientrare nella soglia e un’altra no. Per le ibride conta il dato riportato sul libretto e utilizzato per la tassa automobilistica, ma la formulazione definitiva dovrà chiarire senza ambiguità come applicare il tetto alle diverse architetture ibride.

Cosa succede se possiedi più veicoli

L’esenzione spetta per un solo veicolo. Se una persona possiede più auto che rispettano i requisiti, il beneficio non si sceglie liberamente: viene attribuito all’auto con la potenza più bassa. A parità di kW, il decreto assegna l’esenzione all’auto sulla quale sarebbe dovuto il bollo meno costoso.

Questo significa che chi ha due utilitarie entro 80 kW continuerà a pagare il bollo su una delle due. La misura non prevede un’esenzione per ogni veicolo posseduto.

Esenzione per moto e ciclomotori

La misura comprende anche motocicli e ciclomotori, ma solo se alimentati a benzina, anche in combinazione con un’altra fonte di propulsione. A differenza delle autovetture, qui il gasolio non è previsto dal testo. Vale inoltre come alternativa all’auto agevolabile: chi possiede un’autovettura fino a 80 kW ottiene l’esenzione su quella vettura e non può aggiungere anche quella per la moto.

Più precisamente, l’esenzione per moto e ciclomotori spetta a chi non risulta soggetto passivo della tassa per nessuna autovettura di potenza pari o inferiore a 80 kW. Se i mezzi agevolabili sono più di uno, il decreto usa criteri analoghi a quelli delle auto: prima la potenza minore e, a parità, il bollo meno elevato. Tra più ciclomotori viene favorito quello con la data di prima immatricolazione più remota.

Chi resta escluso

  • le auto con potenza superiore a 80 kW;
  • le società e le altre persone giuridiche, perché il beneficio è rivolto alle persone fisiche;
  • il secondo veicolo, anche quando rispetta tutti gli altri requisiti;
  • i versamenti con scadenza ordinaria nel 2026;
  • i motocicli e i ciclomotori non alimentati a benzina, che il testo non include;
  • le auto esclusivamente elettriche, che non sono citate nella nuova misura perché seguono già regimi specifici di esenzione o riduzione, differenti da Regione a Regione.

Per le elettriche e per altre agevolazioni già esistenti, come quelle per i veicoli di persone con disabilità, per i mezzi storici, per gli ibridi e per le alimentazioni alternative, continuano a contare le norme nazionali e regionali applicabili. La guida dell’ACI sul bollo auto permette di raggiungere le informazioni della propria Regione.

Nelle Regioni a statuto speciale e nelle Province autonome, inoltre, è l’articolo 2, comma 4, a subordinare l’applicazione a un Accordo con ciascuna autonomia speciale titolare della tassa. Chi vive in Sicilia, Sardegna, Friuli-Venezia Giulia, Valle d’Aosta, Trentino o Alto Adige deve quindi attendere anche l’intesa locale prima di dare per certa l’esenzione.

Quanto si risparmia

Il risparmio corrisponde al bollo che sarebbe dovuto per il veicolo agevolato nel 2027. Non esiste una cifra uguale per tutti: l’importo dipende dalla potenza, dalla classe ambientale e dalle tariffe o riduzioni previste dalla Regione.

Per sapere quanto vale il beneficio nel tuo caso, puoi recuperare l’importo dell’ultimo bollo pagato oppure usare il servizio di calcolo della tua Regione o dell’ACI. La novità azzera il tributo per l’anno interessato, ma non dà diritto a un rimborso di vecchi pagamenti regolarmente dovuti.

Cosa prevede il resto del decreto

Lo stesso decreto interviene sull’accisa sul gasolio usato come carburante, che passa da 672,90 euro per mille litri a due misure ridotte e temporanee: 572,90 euro per mille litri dal 18 al 25 settembre 2026 e 622,90 euro per mille litri dal 26 settembre al 5 ottobre 2026. Sono quindi 100 euro in meno ogni mille litri nella prima fase e 50 euro in meno nella seconda. La stessa riduzione della prima fase si applica al biodiesel e ai gasoli paraffinici HVO immessi in consumo come carburanti.

Il prezzo alla pompa non dipende solo dall’accisa, perché sopra l’accisa si applica anche l’IVA e perché i distributori aggiornano i listini con tempi diversi. La riduzione è comunque scritta nella norma e ha una scadenza precisa: dal 6 ottobre 2026 l’aliquota torna a quella ordinaria.

Cosa possiamo aspettarci dal 2028

Il Governo ha presentato l’intervento come il primo passo verso un’abolizione strutturale. Tuttavia, come evidenzia anche la ricostruzione dell’ANSA, la norma approvata copre per ora il 2027; le risorse per gli anni successivi dovranno essere inserite nella prossima Legge di Bilancio.

Per questo oggi è più corretto parlare di esenzione per il 2027 e non di cancellazione definitiva. Solo l’approvazione della manovra chiarirà se il beneficio proseguirà dal 2028, con gli stessi requisiti o con una platea diversa.

Cosa fare adesso

  1. Continua a pagare le scadenze del 2026 normalmente.
  2. Controlla sulla carta di circolazione il valore alla voce P.2.
  3. Se possiedi più mezzi, individua quello con la potenza più bassa: dovrebbe essere quello agevolato.
  4. Segui la conversione in legge, entro 60 giorni, e le istruzioni della tua Regione o dell’ACI prima della scadenza del 2027.
  5. Non presentare richieste né interrompere pagamenti finché non saranno indicate le modalità operative: al momento non è stata annunciata una procedura di domanda.

Domande frequenti

Il bollo auto è stato abolito definitivamente?
No. La misura approvata riguarda i pagamenti con scadenza ordinaria nel 2027. La proroga dal 2028 dovrà essere finanziata e approvata con un’altra norma.

Un’auto da 80 kW rientra nell’esenzione?
Sì, perché il limite è “non superiore a 80 kW”. Un’auto da 81 kW, invece, resta esclusa.

Se ho un’auto fino a 80 kW e una moto, non pago entrambi i bolli?
No. L’esenzione riguarda un solo veicolo e, se possiedi un’auto agevolabile, viene applicata a quella.

Il decreto è già in vigore?
Sì, dal 18 settembre 2026. L’esenzione, però, riguarda soltanto i pagamenti con scadenza ordinaria nel 2027, e il decreto deve ancora essere convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni.

Devo presentare una domanda?
Il decreto non prevede una procedura di domanda e non sono ancora state pubblicate istruzioni operative. I criteri scritti nella norma sembrano pensati per un’attribuzione basata sui dati delle banche veicoli, ma servono le indicazioni regionali.

Cosa succede nelle Regioni a statuto speciale?
L’applicazione è prevista previo accordo con ciascuna Regione o Provincia autonoma titolare del tributo. Conviene quindi verificare anche il portale locale.

Ultimo aggiornamento: 18 settembre 2026, sul testo del decreto-legge 162/2026 pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Questo articolo sarà aggiornato durante la conversione in legge e quando arriveranno le istruzioni applicative.

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