Se stai per laurearti o hai appena iniziato a lavorare, probabilmente ti sei già accorto che gli stipendi in Italia non sono proprio competitivi. E ora c’è la conferma ufficiale: secondo l’ultima ricerca di Mercer, i neolaureati italiani guadagnano in media 32.000 euro all’anno, meno della metà di quanto offrono Germania e Austria (circa 57.000 euro).
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La Situazione dei Salari in Italia
Nel 2025, lo stipendio medio per un neolaureato al primo impiego si attesta a 32.000 euro lordi annui, con un aumento del 7% rispetto ai 30.500 euro del 2022. Sembra un miglioramento, ma il problema è che l’Italia resta tra gli ultimi posti in Europa, superando solo Spagna e Polonia. E attenzione: mentre noi cresciamo lentamente, la Spagna è aumentata del 16% e la Polonia addirittura del 41% nello stesso periodo.
La ricerca ha coinvolto 735 aziende operanti in Italia, analizzando circa 270.000 dati retributivi. In cima alla classifica europea troviamo la Svizzera con stipendi vicini ai 90.000 euro all’anno per i neolaureati.
Quali Settori Pagano Meglio?
Se stai scegliendo dove orientare la tua carriera, ecco i settori più interessanti in termini di stipendio iniziale:
- Life Science: 34.000 euro (il settore migliore, +6,25% rispetto alla media)
- Manufacturing: 33.525 euro
- Beni di consumo: 32.950 euro
- High Tech: 32.825 euro
- Energia: 32.250 euro
- Servizi non finanziari: 28.400 euro (il settore meno competitivo, -11% rispetto alla media)

Il Problema del Costo della Vita
Marco Valerio Morelli, amministratore delegato di Mercer Italia, è stato molto chiaro: “In Italia vanno alzati i salari. Il livello medio di 32.000 euro è troppo basso, va alzato almeno del 25-30%”. E aggiunge un punto fondamentale: lo stesso stipendio a Palermo non ha lo stesso potere d’acquisto a Milano o Roma.
Questo significa che se lavori in una grande città, dovrai fare i conti con affitti altissimi, trasporti costosi e un costo della vita che può rendere difficile anche solo arrivare a fine mese con 32.000 euro lordi (che netti diventano circa 1.800-1.900 euro al mese).
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Cosa Manca nelle Aziende Italiane
La ricerca evidenzia un altro problema: solo il 16% delle aziende italiane ha una politica strutturata per i neolaureati, e appena il 36% offre percorsi di carriera formalizzati.
Meno della metà investe in formazione professionale. Questo significa che non solo guadagni meno, ma hai anche meno opportunità di crescita e sviluppo rispetto ai tuoi coetanei europei.
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Strategie Pratiche per Chi Inizia
Se ti trovi in questa situazione, ecco alcuni consigli pratici:
- Valuta le opportunità all’estero: Con la nuova direttiva europea sulla trasparenza salariale, sarà più facile confrontare le offerte e capire quanto vali realmente sul mercato europeo.
- Negozia dal primo giorno: Informati sugli stipendi medi del tuo settore e non accettare la prima offerta senza discutere. Le aziende che non investono nei giovani sono quelle più vulnerabili alla fuga di talenti.
- Considera il “Total Reward”: Se lo stipendio base è basso, guarda anche ai benefit: smart working, formazione pagata, buoni pasto, welfare aziendale possono fare la differenza.
- Pianifica geograficamente: Se possibile, valuta città con costo della vita più basso o near-shoring (lavorare da remoto da città meno costose per aziende di grandi città).
- Investi su te stesso: Usa i primi anni per acquisire competenze spendibili sul mercato internazionale, imparare lingue e costruire un network che ti permetta di fare il salto quando sarà il momento.
La Realtà da Accettare
Il messaggio di Mercer è chiaro: le retribuzioni in Italia devono superare la soglia dei 40.000 euro lordi per essere competitive. Fino a quando questo non accadrà, chi inizia a lavorare dovrà fare scelte intelligenti tra compromessi economici, investimenti sulla propria crescita e apertura mentale verso opportunità oltre confine.
La buona notizia? Sei all’inizio del tuo percorso. Conoscere questi dati ti permette di fare scelte consapevoli e non rimanere intrappolato in una situazione che non valorizza il tuo potenziale.
